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06 MARZO 2020

La presenza dei Sindaci

Nella buriana di questa fase inedita, legata all’ardua esperienza cui ci sta sottoponendo il Covid-19, i nostri cittadini sentono la necessità di poter confidare nelle Istituzioni, di potersi affidare a un governo saldo dell’emergenza, di avere indicazioni univoche e chiare.

 

Si dice che le grandi crisi comportano cambiamenti e a volte delle opportunità. Spesso si esprimono tali considerazioni per rincuorare, ma penso che che, pur nel clima difficile di spaesamento e di paura, in queste prime settimane di gestione del Coronavirus si registri una migliore percezione da parte degli italiani delle Istituzioni e dello Stato, a partire dalla riscoperta dell’assoluto valore di un sistema sanitario pubblico e universalistico.

 

Mi spingo oltre, osservando che diversamente dai tempi recenti, vengono chiesti a chiunque assolva pubblici incarichi in questa vicenda senso di responsabilità e competenza. 

 

In questa cornice ci inseriamo noi sindaci.

 

Questa fase così complicata ci chiama a far fronte, in modo assolutamente inedito, a mansioni legate alla salute pubblica estese a un’incredibile varietà di livelli. Tutto ciò ci porta continuamente a riscoprire il nostro ruolo e a stupirci di questa esperienza così “piena”.

 

L’attuazione delle drastiche misure volte al contenimento del contagio nella nostra regione ha comportato, soprattutto nei primi giorni, diverse problematiche. Prima di tutto è stato necessario interpretare correttamente le decisioni della Regione e del Governo, al fine di darne uniforme applicazione sul territorio, senza che vi fossero differenze da comune a comune. Rispetto a ciò, non posso esimermi dal far menzione della straordinario gruppo whatsapp che raccoglie i sindaci del Partito Democratico della Città Metropolitana, passato dall’essere uno strumento per sporadiche comunicazioni piuttosto formali a una vera e propria comunità che condivide passo dopo passo il cammino di questi giorni. E’ il luogo, pur etereo, di infinite discussioni sui testi dei decreti, dei consigli e della condivisione - anche della linea da tenere - del conforto e, pur nel limite della serietà che ci è richiesta, dell’ironia e della sdrammatizzazione. Facciamo partito e in un certo senso condividiamo il governo delle nostre città.

 

Di certo, la questione che più ci sta a cuore è tenere unite le nostre comunità con l’obiettivo di sconfiggere il virus. L’attuazione delle misure di contenimento e di precauzione deve andare di pari passo al contrasto del panico, dell’irrazionale, delle fake news - della caccia alle streghe e agli untori - nella popolazione. Ci muoviamo tra delicati equilibri: dobbiamo frenare l’ansia e al contempo non minimizzare i rischi per non far perdere di efficacia alle misure. La nostra comunicazione, che pur deve trasmettere la nostra vicinanza ai cittadini, deve essere asciutta e lineare, prendendo le distanze dalle modalità dei media che ormai non solo informano ma agitano i sentimenti e gli stati d’animo. Sappiamo che non dobbiamo essere esuberanti e ricercare il protagonismo ma che ci è richiesta una presenza costante, affidabile, rassicurante.

 

Credo sia proprio il concetto di una “presenza sobria” a fare da spartiacque per un sindaco, soprattutto in questa fase, e ad essere di per sé un elemento promotore di fiducia. Tutt’altro che semplice, anche in virtù dei tumultuosi mutamenti del nostro tempo: come lo si coniuga, ad esempio, con la necessità di ben comunicare sui social?

 

Tanti di noi, negli scorsi giorni, hanno fatta propria l’espressione #Milanononsiferma, dando ovviamente al termine Milano un’accezione inclusiva, che riguarda tutto il territorio metropolitano. Sappiamo, però, quanto i necessari sacrifici che ci sono stati richiesti per arginare il Coronavirus abbiano colpito duro l’economia di questa parte d’Italia e ne stiano mettendo a dura prova la socialità, la frizzantezza, lo spirito. Da qui alle prossime settimane faremo tutto il necessario per sconfiggere il Covid-19 perché la salute è il bene primario e vogliamo che meno vite possibili siano messe in pericolo. Allo stesso tempo, anche noi sindaci siamo chiamati a preparare la “ripartenza”, quando ve ne sarà occasione. Per questo dobbiamo - in maniera coordinata con gli altri livelli istituzionali, UE compresa - farci carico del sostegno delle attività economiche che più stanno soffrendo in questo periodo. Per noi sindaci voglio far riferimento specifico ai negozi di vicinato, per il valore che questa dorsale ha anche in termini sociali e di vitalità dei nostri comuni, e tutte quelle realtà del terzo settore che operano a livello educativo e a fianco della scuola nel garantire servizi di qualità e l’istruzione per tutti. 

 

Allo stesso tempo, pur consapevoli del carico di lavoro e impegni legati a questa emergenza, dobbiamo fare in modo che il nostro tempo non sia completamente assorbito dal Coronavirus: abbiamo programmi da rispettare, opere che devono assolutamente partire con la bella stagione e dobbiamo contribuire dal basso, ma tanti e tutti insieme, a smuovere l’economia convalescente del nostro Paese. Anche perché, quando questa tempesta sarà passata - e non ne vediamo l’ora! - torneremo alle consuete richieste dei nostri cittadini a cui dover dare risposte concrete, senza che il virus possa essere percepito come un alibi.

 

 

Simone Negri

Coordinatore Sindaci PD Città Metropolitana