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13 DICEMBRE 2019

L'anno di Greta

Greta Thunberg il 20 agosto 2018 ha scelto di non andare a scuola, e così ha fatto fino al 9 settembre, giorno delle elezioni politiche in Svezia. Da allora i "venerdì per il futuro" (Fridays For Future) sono diventati famosi in tutto il mondo e centinaia di migliaia di giovani hanno iniziato a scendere in piazza per il clima.
È merito suo, 16 anni appena, se improvvisamente la lotta al cambiamento climatico ha iniziato ad essere sulla bocca di tutti.

E il suo impegno le è valso la celebrazione da parte della rivista statunitense Time, che l'ha scelta come personaggio dell'anno. 

 

Il 2019 è stato davvero "l'anno" di Greta che, da sconosciuta, è diventata icona della protesta che infiamma il pianeta denunciando l'urgenza di azioni e politiche incisive sul tema del cambiamento climatico. Basti pensare alla strada che ha fatto, da quando in solitaria col cartello "sciopero per il clima" ogni venerdì non andava a scuola, ad oggi con gli scioperi che riempiono le piazze di tutto il mondo.  

 

Che stia simpatica o antipatica, bisogna riconoscerle il merito di aver dato voce ad un problema globale e il coraggio di averlo fatto - senza paura - gridando in faccia ai potenti messaggi semplici ma di grande impatto, come quello pronunciato alle Nazioni Unite: "ci state rubando il futuro". Un'indignazione che non è caduta nel vuoto ma che è stata, anzi, decisiva per il nostro futuro. Oggi la politica, purtroppo non nella stessa misura fra progressisti e forze sovraniste, ha capito che l'emergenza climatica ambientale è una priorità assoluta, e che occuparsene aiuta a prevenire conflitti, disuguaglianze, catastrofi e migrazioni.

E la buona notizia è l'Europa nei primi 100 giorni lancia il Green New Deal, con l'obiettivo di diventare il primo continente a impatto climatico zero nel 2050. 
Era uno dei nostri punti programmatici e, infatti, anche in Italia ci siamo impegnati per avere il nostro piano verde. 

Proprio nei giorni in cui era in corso la Cop25 (Conferenza Onu sui cambiamenti climatici) a Madrid, il  Governo ha annunciato l'emergenza ambientale e ha stanziato per il prossimo triennio oltre 10 miliardi di euro (50 miliardi fino al 2035) per costruire un piano di riconversione verde, che prevede il sostegno all'innovazione intelligente, allo sviluppo sostenibile, alla mobilità alternativa, alle fonti di energia rinnovabili, alla circolarità delle dinamiche economiche.

Un impegno concreto a prova della direzione che ha intrapreso il Partito Democratico, trasformando la battaglia contro i cambiamenti climatici in un'occasione di crescita economica, sociale e culturale.