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PDNews 09 LUGLIO 2018
Per Domani: da Milano, per l'Italia

Per Domani: da Milano, per l'Italia

Oggi su Repubblica l'iniziativa del PD Milano Metropolitana “Per Domani”: due giorni di confronto a tutto campo per rilanciare con energie nuove il PD e il centrosinistra

di La redazione

articolo di Alessia Gallione, pubblicato a pag. 10 di Repubblica del 9 luglio 2018


Modello Milano per la rinascita? Ci sarà Maurizio Martina e Paolo Gentiloni. Ci saranno Veltroni, Zingaretti, Calenda, Delrio. Ci sarà il sindaco padrone di casa, Beppe Sala, che la tessera del PD non ce l'ha, ma che già ieri è sceso nell'agone del dibattito interno e oggi parlerà del futuro del partito in un'iniziativa con Dario Franceschini. E ci sarà il suo predecessore, Giuliano Pisapia, che con il suo Campo Progressista aveva provato a riunirlo, il centrosinistra. Perché gli inviti, assicurano, verranno spediti a tutti, anche oltre i dem. Partendo dagli alleati Emma Bonino e Riccardo Nencini. Per allargarsi, però, anche ad altri pezzi. A cominciare dai sindaci: «Ci piacerebbe chiamarne molti a raccolta, da Zedda a Pizzarotti». Tutti insieme per rifondare il centrosinistra. “Da Milano, per l'Italia”. Con una due giorni, il 28 e il 29 settembre, in una ex officina del capoluogo che, «non sarà un'altra Leopolda» e neppure «un anticipo di congresso». Ma sarà nelle intenzioni un «confronto vero», con il quale il PD vuole ingranare la marcia: «Perché se non analizziamo collettivamente le cause della sconfitta e non rilanciamo le ragioni della lotta, non ripartiremo mai», dice il segretario milanese dei dem, Pietro Bussolati. L'hanno chiamato “Per Domani”, l'appuntamento. E ci sta lavorando, senza pensare alle ferie, tutto il PD milanese, “Oltre le correnti”. Dall'ala renziana degli stessi vertici locali e di parlamentari come Lia Quartapelle ed Emanuele Fiano a un assessore della giunta come Pierfrancesco Majorino, che rappresenta la sinistra del partito e si è già schierato con Zingaretti. La Milano capitale dei diritti, metropoli che vuole continuare a resistere guardando all'Europa ed è governata da un centrosinistra largo e che con Beppe Sala è diventato più essenziale anche come “teatro di discussione e confronto”. Qui, per dire, i dem sono ancora primo partito. E una delle chiavi che a queste latitudini ha permesso di reggere anche il crollo delle politiche è il tentativo di «fare prevalere le ragioni dell'unità sulle correnti», ripete a tutti Majorino. Insieme «all'apertura alla società civile, alle associazioni, al terzo settore, alle professioni». L'obiettivo, quindi, è condividere idee nuove e proporre quel modello Milano che - parole di Sala - mette insieme «sviluppo e solidarietà», andando oltre i confini del PD. Con inviti alle sinistre europee: da Syriza ad En Marche, da Momentum ai socialisti spagnoli.