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PDNews 28 MAGGIO 2018
L'Italia chiamò!

L'Italia chiamò!

Viva la Repubblica e le istituzioni antifasciste, da difendere oggi più che mai

di La redazione

In difesa delle istituzioni.
 

Dopo le irresponsabili minacce rivolte al Presidente della Repubblica nelle ultime ore da parte di leader politici della destra e dei 5 Stelle, molti cittadini ci stanno chiedendo di mobilitarci per difendere le istituzioni democratiche.

 

Insieme a loro, a partire da oggi, saremo nelle stazioni di treni e metropolitane, e in tante piazze di Milano Metropolitana, per richiamare tutti all’importanza di difendere le regole della nostra Repubblica democratica, minacciata dai toni aggressivi, irrispettosi ed eversivi di Salvini e Di Maio.

 

La nostra Costituzione vuole che sia il Presidente della Repubblica a nominare i Ministri, che gli vengono proposti dal Presidente del Consiglio. Mattarella può quindi avere l'ultima parola sui nomi proposti perché è lui il garante per il Paese, la figura istituzionale che si assume la responsabilità delle scelte dei leader politici davanti agli italiani.

 

Mattarella ha rifiutato la nomina a ministro dell'Economia di Paolo Savona perché questi è il teorico di un piano per l'uscita dell'Italia dall'euro «da farsi rapidamente e in segreto»: una scelta potenzialmente devastante per l'economia italiana e in particolare per i risparmi di milioni di famiglie (mentre «la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme», sancisce l'art. 47 della Costituzione). Una scelta, soprattutto, che non è stata sottoposta alla volontà popolare, perché del tutto assente dai temi della recente campagna elettorale.

 

Non è la prima volta che un Presidente della Repubblica non accetta un nome che gli viene proposto, come appunto consente l'art. 92 della Costituzione: il caso più recente è quello di Giorgio Napolitano che disse no a Matteo Renzi quando voleva nominare Nicola Gratteri ministro della Giustizia, ad esempio.

 

Che ora le forze populiste agitino la minaccia di una messa in stato d'accusa del Presidente della Repubblica è gravissimo e inaudito. Quello che sta avvenendo in queste ore è estraneo alle regole della democrazia: è demagogia, è un modo violento di fare politica, che nasconde la voglia di autoritarismo.

 

Ecco perché serve un segnale forte e chiaro: mobilitiamoci e facciamo sentire la nostra voce.




Gli appuntamenti [in aggiornamento continuo]

MILANO
- Municipio 1: martedì 29 maggio
ore 12, Porta Romana
ore 18, Stazione Cadorna
- Municipio 2: lunedì 28 maggio, ore 17:30, Stazione Centrale
- Municipio 3: lunedì 28 maggio, ore 17, piazza Oberdan
- Municipio 4:
lunedì 28 maggio, dalle 17:30, Stazione Forlanini
martedì 29 maggio
dalle 17:30 alle 19, Stazione Rogoredo
dalle 18:30, Stazione Dateo
- Municipio 5: martedì 29 maggio, ore 17,30, MM Abbiategrasso 
- Municipio 6: lunedì 28 maggio, dalle 17 alle 18, Darsena, via Alzaia Naviglio Pavese 
- Municipio 7: lunedì 28 maggio
dalle 17,30 alle 18,30 piazza Wagner angolo via Buonarroti
dalle 19 fermata MM Bisceglie
- Municipio 8:
martedì 29 maggio, mercato di via Fauchè
mercoledì 30 maggio, mercato di viale Certosa 290
- Municipio 9: martedì 29 maggio, ore 10:30 mercato di San Miniato (Bicocca)


CITTÀ METROPOLITANA
- Adda Martesana: lunedì 28 maggio, ore 17,30, Melzo, piazza della Repubblica
- Alto Milanese: stazioni ferroviarie di Legnano, Parabiago, Canegrate
- Sud Est: martedì 29 maggio, dalle 16:30 alle 19:30, fermata MM San Donato Milanese
- Sud Ovest: lunedì 28 maggio, dalle 18 alle 19, Corsico, via Cavour
- Nord Est: martedì 29 maggio, dalle 18:30, Stazione di Cormano