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RassegnaStampa 11 MAGGIO 2017

Obama a Milano: la leadership e la speranza

Il segretario Pietro Bussolati racconta su InCammino la visita di Obama a Milano

di La redazione

"Un discorso appassionato, che racconta la voglia di impegnarsi ancora e lottare per battaglie giuste, ma soprattutto la scommessa di educare i giovani a farlo. Questa l’eredità più significativa che Obama, nella sua prima uscita pubblica mondiale dopo gli anni alla Casa Bianca, lascia a Milano. Proprio l’Italia e la nostra città, scelte e messe al centro dei temi dell’innovazione, i cambiamenti climatici e la sostenibilità.

Un grande orgoglio.

 

Lo speech carico di speranza

 

Dal palco del summit mondiale sull’innovazione del cibo “Seeds&Chips” a Rho Fiera, ha tenuto un discorso lontano da quelli di “Yes we can”. Più guru che trascinatore di folle, ma lo speech di Obama è stato di sicuro carico di speranza.

Ha snocciolato il lavoro di otto anni alla Casa Bianca: investimenti sulle energie rinnovabili e per l’indipendenza dai combustibili fossili, lotta agli sprechi, innovazione e diritto al cibo per tutti. Tutte battaglie per rendere il nostro pianeta un posto più vivibile e più giusto.

I cittadini di oggi hanno raggiunto un livello di educazione più che accettabile, che fa ben sperare, e lo stanno facendo anche le imprese, con investimenti sulla sostenibilità importanti. Per questo non è pensabile alcun passo indietro. Obama cita fieramente la sua filosofia anti – Trump. Il populista che ha dichiarato al mondo che il cambiamento climatico è un “concetto inventato dai cinesi per impedire all’economia americana di essere competitiva” e che ha promesso di annullare l’accordo di Parigi sul clima.

 

Contrastare il populismo

 

Le sue parole lanciano un messaggio preciso: bisogna contrastare le politiche dei populisti ossessionati dalla prova del consenso che scelgono politiche dall’orizzonte corto e spingere, invece, sugli obiettivi a lungo termine, come la difesa dell’ambiente.

E poi, soprattutto, l’appello ai giovani. “Saranno loro a battere i populismi”. Un appello ripetuto due volte, il giorno prima a Milano e quello dopo dal palco di Rho: “Un buon leader è quello capace di dare voce a chi non ce l’ha”.

Per anni in Italia abbiamo subìto l’effetto del berlusconismo e ci siamo sentiti piovere addosso le critiche di chi sosteneva, sbagliando, che Matteo Renzi inseguiva la destra ponendosi come figura di leadership. Una lezione importante e carica di speranza: servono leader per dare voce a chi non ce l’ha. Serve una leadership che sia la cerniera tra chi quei diritti non li ha e chi deve garantirglieli, ossia le istituzioni tramite le riforme.

Un progetto affascinante e ambizioso, quello di educare le nuove generazioni alla buona politica, l’unica che può barrare la strada alla demagogia e al populismo dilagante, che Obama ha dichiarato di voler realizzare insieme a Matteo Renzi.

 

Una rete globale di giovani attivisti

 

La sua scommessa, creare una rete globale di giovani attivisti per educarsi alla leadership, è anche la nostra scommessa. È quella di un partito, il Partito democratico, che ha fatto dell’impegno alla cittadinanza e quello dell’incentivo alla partecipazione dei giovani la sua mission.

È per questo che il suo appello è anche il nostro. Ed è per questo che noi ci saremo".

 

Articolo del segretario Pietro Bussolati, disponibile su Italiaincammino.it