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RassegnaStampa 01 MAGGIO 2017

Basta critiche, le primarie funzionano ancora

Primarie, sul Corriere l'intervista al segretario Pietro Bussolati

di Ufficio Stampa

Il segretario metropolitano intervistato dal Corriere: «Buona affluenza. Importante il contributo dell’ex sindaco al centrosinistra»

Tutta la tensione è stata concentrata su un unico dato. Dodici ore di seggi aperti in attesa del verdetto. E non era il risultato sul nuovo segretario nazionale. Perché la vittoria di Matteo Renzi era prevista. A tener banco da giorni è stato invece il tema dell’affluenza. Alla fine, a Milano la conta segna 20 mila votanti in meno rispetto alle consultazioni nazionali di quattro anni fa: il popolo delle primarie si è ridotto di un terzo. Per il segretario metropolitano Pietro Bussolati è comunque «un successo».

Siamo sicuri che ci sia da festeggiare con questi numeri ai gazebo? 
«Parlo di successo perché c’è chi ha fatto grandi proclami scommettendo sulla scarsa affluenza e ha dato le primarie come un ferro vecchio. A Milano abbiamo votato in più di 40 mila, durante un ponte e con un clima generale particolare. L’anno scorso, alle primarie di coalizione, e non di partito come oggi (ieri, ndr ), avevano votato in 60 mila per scegliere Sala candidato sindaco»

La disaffezione non è un indizio che - a dirla con le parole del sindaco Sala - le primarie «andrebbero ripensate»? 
«Il Pd milanese ha sempre guardato avanti e lavorato per una ampia partecipazione: lo abbiamo fatto alle comunali così come in questo congresso. Trovo fuori tempo criticare le primarie, soprattutto qui a Milano: la straordinaria mobilitazione per il sindaco che c’è stata al ballottaggio è stata possibile proprio perché Sala era stato scelto da 60 mila milanesi e non da un salotto o da una segreteria di partito. Sono uno strumento che può essere migliorato, ma va difeso».

A proposito del sindaco: ha deciso di non fare nessun endorsement e sabato ha confessato che il suo rapporto con Renzi non stia attraversando un buon momento. I dati in linea con i risultati nazionali sono forse il segnale che non c’è stato un «effetto Sala»? 
«Tra Sala e Renzi, dal punto di vista politico la sintonia è massima. Il Pd ha una chiara linea politica, coerente a livello nazionale e locale. Lavoreremo per un progetto inclusivo e aperto, tenendo conto delle differenze ma a partire dalla chiara indicazione che è emersa da queste primarie che hanno segnato la vittoria di Matteo Renzi, che è sempre stato presente in tutte le sfide che contano per Milano: dal post Expo, alle periferie, alle nuove linee di traporto. Ora basta con le polemiche, lavoriamo insieme per la città».

A guardare i messaggi dei militanti, sembra esserci tanta voglia di un dialogo a livello nazionale con l’ex sindaco Pisapia. 
«Credo che il lavoro di Pisapia possa rappresentare un contributo importante a un centrosinistra maturo e di governo, aperto al civismo. A Milano è una formula vincente».