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15 MARZO 2019

Il mio Fridays for Future

Qualcuno parla di 68’ ambientalista, altri hanno detto “da oggi cambia tutto”. 
Non sono certa che usare questo ottimismo sia corretto, ma è di sicuro quello che in molti di noi si augurano. Ed è forse per questo che, di fronte ad un vero e proprio oceano di persone, stamattina è stato difficile trattenere la commozione.

Un fiume di ragazze e ragazzi, col sogno tra le mani di salvare il pianeta, il nostro pianeta.
Quello è anche il mio sogno, è il sogno di tutti quelli che oggi, in oltre 120 Paesi in tutto il Mondo, hanno marciato tingendosi il volto di verde e sventolando cartelli in difesa della natura e contro il cambiamento climatico che minaccia una nuova estinzione.   
E il tempo a nostra disposizione è davvero, davvero, poco. 

 

Il 2018 è stato il quarto anno più caldo mai registrato, i gas serra, indicati come i principali responsabili dell'aumento delle temperature, sono in costante aumento. E l’aumento delle temperature, quello di cui tutti ogni giorno ci accorgiamo quando ci lamentiamo che non ci sono più le mezze stagioni, sta sciogliendo i nostri ghiacciai con irreversibili conseguenze. Come irreversibili sono le conseguenze del fatto che la terra brucia più di un milione di ettari di foreste all’anno: nell’ultimo decennio abbiamo perso l’equivalente della superficie di due regioni, Lombardia e Piemonte. 
 

Cosa chiedono Greta Thunberg e tutti quelli che oggi hanno scioperato e sono scesi in strada?
Chiedono di aprire gli occhi di fronte a tutto questo. 

E mentre gli Stati Uniti di Trump abbandonano gli accordi di Parigi, finendo così nel club dei negazionisti assieme a Nicaragua e Siria, noi dobbiamo opporci perché non è pensabile né tollerabile alcun passo indietro.

 

Molti dei ragazzi e delle ragazze scese in piazza oggi hanno gridato slogan contro le istituzioni e contro la politica, perché disillusi. Credo che non dobbiamo arrenderci, e anzi dimostrare loro che è proprio della politica che devono fidarsi. Della politica ambiziosa che fa scelte lungimiranti.

Penso all'Unione Europea, che ha portato tanti Paesi a fare molto sul fronte della salvaguardia dell'ambiente. E penso a Milano, dove l'amministrazione - pur andando in direzione contraria e coraggiosa rispetto a Regione Lombardia - porta avanti progetti per scongiuare l'uso delle auto inquinanti (area B) e incentivare quello dei mezzi pubblici (biglietto unico integrato). 

 

Da una parte c’è quello possono fare i quello comuni, i governi, le nazioni e i continenti. Dall’altra c’è quello che possiamo fare noi come singoli. Magari prendendo esempio dalla famiglia di Varese che ha detto addio alla plastica: basta buste, imballi e contenitori di plastica. 
 

Penserete “è solo una goccia nell’oceano”. Io invece voglio credere, come dice Greta, che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza.