le idee > blog > La Lombardia che verrà
22 DICEMBRE 2017

La Lombardia che verrà

"Caro amico ti scrivo"...tra pochi giorni è Natale, appuntamento con l'albero dei desideri e delle promesse. Ma anche tempo di bilanci e ringraziamenti. 
 

Alla Festa de l’Unità di quest’anno ci siamo presi un impegno, scritto nello slogan: Oggi Milano, domani Lombardia. Il lavoro che abbiamo fatto insieme in questo 2017, e per il quale voglio dire grazie a ciascuno di voi, lo racconta bene la nostra città. Adesso però c’è un altro pezzetto da fare: dobbiamo fare tesoro di tutte le energie messe in campo, e ripartire. 
 

Quello che ci lasciamo alle spalle è stato un anno impegnativo: dopo le primarie per il Congresso nazionale del PD siamo stati catapultati nelle campagne per le amministrative. In politica, come nella vita, si assapora il gusto della vittoria ma anche quello della sconfitta, l’importante è non disperdere mai le forze e l’entusiasmo, ma anzi continuare a lavorare per quelle sfide che ci stanno a cuore.

Per questo 2018 che si avvicina ce ne sono due importantissime: quella per il governo del Paese e un’altra che ci riguarda più da vicino, ovvero quella per la Lombardia.

Se oggi Milano è una città che corre veloce, che fa scelte coraggiose per liberarsi dei combustibili fossili, che è arrivata ad un soffio dall’opportunità di essere sede dell’Agenzia del Farmaco, se oggi - a due anni da Expo – la nostra città è record di turisti, è anche grazie a chi come noi continua a credere che valga la pena di impegnarsi e fare politica. Certo, la politica si può fare in tanti modi, bene o male. Io credo che farla bene significhi innanzitutto rimanere ancorati saldamente ai valori della nostra Costituzione, del sociale e della solidarietà, senza dimenticarsi mai quanto sia essenziale restare umani.

Ecco perché saremo sempre diversi da quel sindaco di Como che ieri ha disertato la manifestazione antifascista, dopo i blitz dei naziskin, e oggi con un’ordinanza impone una multa a clochard e migranti che chiedono la carità e vieta la possibilità di prestare loro soccorso. 

Ecco, tornando alla lista dei desideri, il mio è quello di non essere più governati da chi dice che le ordinanze del sindaco di Como andrebbero estese a tutti i comuni della Lombardia. Il mio desiderio, perciò, è quello di scrivere una pagina nuova, ridare dignità a questa Regione.

Sappiamo quanto le sfide complesse non ci spaventino, perciò in questio giorni potremo godere un po’ di meritato risposo, ma poi via, ripartiamo, al lavoro nei mercati e nelle strade per sostenere Giorgio Gori e avverare il nostro sogno.

Perché ricordiamoci: oggi Milano, domani Lombardia.