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07 SETTEMBRE 2017

I razzisti non vanno in letargo

Il sogno americano si è infranto su uno dei tanti muri che Donald Trump sta costruendo dentro e ai confini degli Usa. 800mila persone, i cosiddetti "dreamers", hanno visto sottrarsi improvvisamente il loro futuro, esposti al rischio di un’imminente deportazione.
L’ex Presidente Obama ha rotto il silenzio e su Facebook ha scritto che la mossa di Trump è contraria allo spirito americano e al buon senso.

Il fil rouge dei populismi non sfugge e corre dagli Usa al Regno Unito, dove è pronto un piano per limitare l’ingresso dei lavoratori stranieri. La propaganda e il racconto del pericolo dell’invasione galoppano e in Italia i moderni fascisti di Casa Pound hanno promosso la marcia dei patrioti nell’anniversario della marcia su Roma.
Prendono di mira i migranti, apostrofati come invasori della nostra patria, scavano nella marginalizzazione, nell’impoverimento, nella rabbia per riesumare e sdoganare concetti che appartengono ad un passato per nulla memorabile. 

 

Che siano i tweet di Trump, i titoli di Libero o i manifesti di Forza Nuova sullo stupro di Rimini, il risultato è un racconto e una politica che promuove un abominevole revisionismo, che pesca nel malcontento per smuovere l’indignazione che diventa intolleranza per lo straniero e, piano piano, degrada verso il razzismo e il fascismo. 
 

L’idea di organizzare una marcia su Roma nell'anniversario del giorno in cui le camicie nere portarono al governo Mussolini non è folklore, ma una pericolosa farsa che va fermata. Ed è preoccupante il silenzio e la mancata presa di distanza da parte di alcuni partiti come la Lega e quelli del centrodestra. 
 

Quando, 95 anni fa, 25mila fascisti marciarono su Roma nessuno li fermò. Oggi i populisti agitano lo spettro della miseria e della paura per costruire un’immagine e un racconto del nostro Paese che non è reale, e da cui prenderemo sempre le distanze.
 

Perché non ci stancheremo mai di dire che quelle cartoline, vecchie e sbiadite, non torneranno mai più di moda e ci opporremo al ritorno in auge di chi la storia ha sconfitto.