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30 AGOSTO 2017

Obiettivo Milano

Di ritorno dalle vacanze ho visitato la mostra fotografica di Maria Mulas che con le sue foto ha scritto un pezzo di storia di Milano.  

 

Il racconto offerto dalla rassegna ospitata a Palazzo Morando è quello di una città che si trasforma, che attrae, che corre, di una Milano che dà opportunità di crescita e spazio ai tanti volti ritratti dalla fotografa. I suoi scatti, infatti, sembrano davvero parlare di Milano, della sua capacità – dal Dopoguerra a oggi – di ospitare personalità diverse, provenienti da tutto il mondo, che hanno trovato qui spunti e slanci per arricchirsi e, insieme, lasciare un pezzetto di sè. 
È una caratteristica di Milano che dovremmo imparare a non sottovalutare né banalizzare; lo ha scritto oggi Claudio Cerasa in un bell'editoriale sul Foglio: dobbiamo iniziare a pensare che questa città sia il simbolo di una nuova direzione, non più di un’eccezione.  

 

"Obiettivo Milano", la rassegna fotografica di Maria Mulas, ripercorre uno spaccato di sessant’anni attraverso i volti di idealisti, romantici, artisti che per qualche tempo hanno trovato in Milano la loro fonte di ispirazione, una città che più di tutte in Italia oggi offre lavoro e sicurezze sul futuro a giovani, italiani e stranieri, che la scelgono e la premiano; la stessa capace di offrire cultura, storia e arte, registrando presenze record, ovvero tre milioni di turisti in sei mesi. 
Una città dai mille volti, dove coesistono anche quelli di chi soffre la crisi, di chi ha perso un lavoro, le storie delle persone di cui non dobbiamo dimenticarci e a cui, anzi, dobbiamo offrire risposte serie e politiche concrete.

 

Milano è oggi l’emblema dell'Italia che funziona, il simbolo di una comunità che non solo ricomincia, ma che corre spedita su solide gambe. In parte anche sulle nostre, forti e desiderose di intraprendere nuove, entusiasmanti sfide.

 

E noi ci siamo. Si riparte!